OLO – OLO – via Borsieri 14

Olo – Olo, ravioleria take away, con understatement e stile guarda attraverso la sua vetrina sulla via principale del quartiere Isola. Dopo il blu note e quasi dirimpetto alla pizzeria televisiva di piazzale Segrino e pure assaltato da destra da un nuovo fusion tutto giungloso, Olo – Olo spicca per classica semplicità che invoglia e rassicura il passante in cerca di un boccone informale ed economico. 

Così io, quasi in fuga dagli eventi precipitevolissimi di quella settimana famosa e famigerata per la città di Milano – intitolata alla stanza di casa dove si sta seduti in divano, o a suonare il piano, e a bere e a ballare, oppure a guardare la tele – insomma ci entro e trovo quello che cerco.

Una bella selezione di ravioli: manzo, maiale, gamberi, vegetariani e di pollo. Stile pasta grossa, sicuramente artigianale, e, scopro dalla signora, senza glutammato. Che a me personalmente non spiega nulla, ma comunque direi: t’e capì! Belli farciti quelli di gamberi (shao-mai), particolari quelli di manzo che contengono una biglia di stracotto aromatico e del brodo racchiuso nell’impasto triangolare. Ben fatti e abbondanti anche i vegetariani e i polli – forse un filo meno saporiti, ma la salsa di soia e quella piccante sono gratis.

Il resto del menù si articola su pochi altri classicissimi: baozi (pancetta brasata e vegetariano), zuppa di wanton, involtini primavera e riso cantonese (non più rilevato nei cinesi di livello dal 2004). Spaghetti, non pervenuti. Qualche dolce (involtini di patata dolce e “biscottino”) e stop. Menù completo: dieci euro.

Rimango quasi ammirato dall’austerità della proposta che mi dà un’incredibile idea di solido e consapevole. Parlo con la signora che mi conferma nelle mie suggestioni. Oltre a dirmi la storia del glutammato di cui sopra, mi spiega che loro gestori sono del Wenzhou, ma hanno deciso di prendere ricette da diverse regioni della Cina e lei aveva anche fatto quella bella cartina geografica (che ho messo nella foto) per le copertine dei menù ma… glieli hanno fregati tutti, quindi adesso rangés (come si dice qua da noi).

Da Olo – Olo si può fare take away, o farselo portare a casa, o telefonare e arrivare dopo mezz’ora così non si aspetta, oppure arrivare a capocchia e sedersi. L’ambiente è bianco e azzurro come una brasserie belga, c’è musica carina e non si sente una nuance di odore di niente. Unica concessione al design: i cestelli per fare i ravioli al vapore usati come lampadari, ma per il resto potete stare tranquilli!

57226510_2544292899008218_3432056830921015296_n

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...