BAO HOUSE – via Plinio 37

Lo street food di Taiwan, questo dice il sottotitolo. Dentro l’unica vetrina di Bao House (gioco di parole con bauhaus? devo chiedere la prossima volta) ci sta prima di tutto Grace, vera padrona di casa e vera taiwanese dalla gioviale vena meneghina, poi ci stanno meno di una decina di tavoli e qualche posto al bancone.

Bao House è un piccolo locale ben curato, rifornito di buoni alcolici e dove peraltro si ascolta dell’ottima musica (entro e c’è David Bowie, addio). Connubio di fattori che minaccia fortemente le mie finanze. Ma partiamo dall’inizio.

Il gua bao è il tipico street food di taiwan. Il bao, già lo saprete, è proprio quel panino morbido cotto al vapore, tagliato su di un lato e riempito di bendiddio. Qui il trucco riesce particolarmente bene grazie alla reale morbidezza del pane e alle farciture ricercate: dal classico con pancetta brasata (e cavolo senape e arachidi e coriandolo), alle fettine di anatra alla pechinese glassata con salsa agrodolce. Ottime le scelte anche per i vegetariani: funghi con salsa teriyaki e tofu brasato in salsa di soia, cipollotti e zenzero.

In tutto il menù si articola su di una sola pagina. Aprono gli antipasti, quasi tutti di verdura, fra i quali colpiscono le patate dolci fritte (droga vera) e anche una stupefacente  (ma non nel senso della droga) torta di rapa – che credo sia daikon gratinato: fantastico. Seguono i ravioli, ottimi i san-jiao: fatti con farina di tapioca e quindi leggermente più viscidi del normale ma anche incredibilmente più scioglievoli – contate inoltre che arrivano in brodo e quindi restano in temperatura e insomma te li sorbisci come un tacchino in set da cinque alla volta: esperienza ai confini con l’erotico. Poi ci sono i bao di cui sopra e poi piatti di riso (con maiale, cotoletta, uova e verdure e il famoso e super taiwanese pollo “tre bicchieri”) e una scelta di noodles in brodo, in asciutto e freddi. Anche fra questi ultimi qualcosa per veggie, e anche per vegan, si trova sempre.

Per concludere niente dolci in carta, ma alcune belle sorprese fra le bibite. Il sidro, ad esempio, di cui c’è un piccolo assortimento e che, lasciatomi convincere a provare, ho scoperto abbinarsi a meraviglia con i sapori di questa cucina. Grace d’altra parte non fa nulla a caso e se la birra di Taiwan era un casino da importare, taac che te la risolve con questa trovata del sidro – che gli italiani faticano a capire, ma per il quale gli inglesi smattano. Inoltre alla fine scopro anche che nascosto (ma neanche tanto) tra le bottiglie degli amari si trova anche l’ottimo Kavalan, whisky single malt, questo sì fatto a Taiwan e pure vincitore qua e là di qualche premio. Non ci vuole molto a convincermi a provare anche questo ed è instant karma: it’s gonna get you!

Servizio veloce e veramente socievole, conto giusto per la qualità del desinare: ce ne si va pensando già a cosa assaggiare la prossima volta. Forza Taiwan e forza Grace!

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...