KATHAY – via Canonica 54

Ok arriva per tutti il momento dell’autismo funzionale, della monomania, del chiodo fisso, e anche dentro un asian food addicted a un certo punto scatta qualcosa che lo trasforma nella versione 2.0 di se stesso. Forse quel qualcosa si chiama pigrizia, che non ti fa uscire di casa e ti spinge fra le braccia del take away di zona, ma si può chiamare anche buongusto, che ti fa aborrire invece il riso scotto e i noodles farciti con i gamberetti liofilizzati. Insomma è dalla necessità che comincia l’evoluzione, evoluzione in questo caso verso il D.I.Y. – do it yourself: fattelo te.
Facile, se fra i pacchi della Rummo e del Carnaroli conservo anche un paio di confezioni di noodle di grano giapponesi Sukina – senza conservanti. Se li ho, li spadello in due minuti dentro a una padella di cipollotto, zucchina e carota (tutto a julienne s’il-vous-plait) già saltati con olio di semi, pepe, sale e oyster sauce marca Panda (fatta a Hong Kong), o  fish sauce Squid made in Thailand. Infine, se manca di sale, irroro con la salsa di soia del cuore – ce ne sono mille, apro l’astuccio di bambù in cui conservo le bacchette laccate da cerimonia e mi levo a buon mercato la mia voglia di asiatico. Posso poi bermici sopra una Sapporo, una Kirin, del sake o una OWA – birra stout prodotta dai giapponesi in Belgio.

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Bontà divina, direte voi, ma come faccio a trovarmi in dispensa tutta questa roba? Calma! Stavo per arrivarci, la risposta è: andate a fare la spesa da Katahy, il negozio per l’asian foodie 2.0. Ci si trova ampia scelta di alimentari asiatici, dalle mille soie cinesi, alle mille alghe giapponesi, noodles di ogni tipo e dimensione, alla salsa tahin, al curry verde in pasta tailandese, al latte di cocco. Birre, alcolici, patatine, un tripudio per i viziosi. C’è anche un espositore frigo per il fresco: lo zenzero, il pak choi, le melanzane cinesi, il tofu, e vari espositori frizer con dentro un mondo – impossibile non restare vittime dei ravioli shaomai surgelati.
Voi dite, bene, ma le bacchette non le ho? Niente paura, da Kathay trovi anche le bacchette, le ciotole, i tovaglioli, le scatole per il sushi che ti danno al ristorante, la bandana con il punto rosso in fronte. Insomma Kathay è un grosso pericolo per il vostro portafogli (però la salsa Kikkoman costa meno che all’Esselunga), ma voi, quando vi siete fatti l’occhio, potete anche fare un giro per i supermercatini cinesi di viale Monza – che fanno meno chic, ma se vi portate gli shoppers di mater-bi con il logo di Kathay salvate capra e cavoli e siete sempre da copertina!

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