WELL KOME – via Bezzecca

Il WellKome è un concept restaurant e appena arrivo infatti mi esprime il concetto cardine di questo blog. Sopra una lavagnetta a cavalletto, aperta di fronte all’ingresso, tutto scritto con i gessetti: non c’è il menù, né l’offerta del giorno, non ci sono i prezzi, né ideogrammi o fonogrammi tanto per fare giappo. No, c’è un’enunciazione di principio, chiara e affilata come l’acciaio di Hattori Hanzo: NO all-you-can-eat/ SÌ qualità.
Mi commuovo, quindi, ed entro immediatamente. Il posto, minimale e un po’ industrial, è praticamente una mensa. Un locale adibito alle proposte culinarie che però si avvicendano nel tempo. Cioé stessa gestione – nipponica vera – ma ristoratori temporanei chiamati dal Sol levante. Al momento (autunno 2017) tiene banco la cucina tipica della zona di Nagoya.

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Il menù è diviso fra “noodles” in brodo (soba di grano saraceno e udon) in varie preparazioni, dal tempura al manzo; “piatti unici” di pollo, manzo, salmone e, udite udite, anguilla (unagi) serviti tutti su letto di riso e accompagnati da una ciotola di zuppa di miso; “tonkatsu”: la cotoletta di maiale preparata in quattro o cinque varianti; e infine “sfiziosita”, che consistono in un certo assortimento di edamame, tempura, spiedini kushikatsu, alette di pollo, sashimi di salmone e onigiri (la palletta di riso ampiamente diffusa nei cartoni animati, ma pressoché irreperibile nella nostra realtà milanese).
Il pesce crudo spicca per lateralità e noi felicemente ci orientiamo su di un menù di terra (più o meno). Apriamo ordinando dalla proposta speciale del mese – foglio a parte inserito nel menù – dashimi (frittata), takoyaki (popette di polpo) e oden (misto di daikon, patata, konnyaku, alghe e uovo sodo marinati). I sapori sono molto delicati e vorremmo dire casalinghi, ci sembra di capire perché in quella zona del Giappone ci sono più centenari che in qualunque altro posto sulla Terra. Il segreto è il cibo, evidentemente.
Sfoghiamo quindi la nostra voglia di sapori più decisi ordinando un katsudon (cotoletta di maiale fritta egregiamente a accompagnata da un riso insaporito da salsa a base di soia, uova e cipolle), beef ju (piatto unico di carpaccio di manzo cotto) e un tempura misto di verdure e gamberi. Tutte le preparazioni sono eccellenti e rimangono sempre delicate e asciutte, c’è una speciale attenzione per il riso che i gestori selezionano nel vercellese secondo criteri nipponici.
Siamo a tavola fra assatanati e quindi chiudiamo in bellezza con alette di pollo e spiedini (dove finalmente troviamo i sapori forti che le nostre papille gustative callose e occidentali bramavano), per poi sciacquare tutto con un sake caldo – di cui peraltro c’è ampia scelta.
Ultime note: una piccola selezione di dolci giapponesi – che di per sé ignorano il concetto di dolce, ma producono comunque un delizioso dorayaki alla marmellata di castagne – e per tutto il pasto si viene riforniti di acqua e tè giappo (quello verde chiaro con il pestatino sul fondo) gentilmente offerti dalla casa, come da tradizione.
Il conto risulta proporzionato alla nostra grande curiosità che però non si è esaurita con una visita e quindi ne richiederà almeno una seconda, almeno prima del prossimo cambio di menù. Dopodiché potremo ricominciare da capo.

2 pensieri riguardo “WELL KOME – via Bezzecca

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